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“Il Mestiere”

Sono nato a Offida, splendida, nobile e antica cittadina picena, il 19 giugno 1952; qui ho vissuto la mia infanzia e la prima adolescenza, a scorrazzare nelle viuzze di un centro storico di straordinaria qualità, immerso in una campagna meravigliosa, pettinata di viti e campi di grano. Fra i miei insegnanti di scuola e di vita (suor Emma, la professoressa Talamonti, i miei genitori Nerio e Pietrina, ecc.) si erge con il suo fare didattico e umano il mitico maestro Portelli. Mi sono laureato in architettura con il massimo dei voti e la lode nel 1977 alla Sapienza di Roma. Dal 1978 esercito l’attività di architetto libero professionista a San Benedetto del Tronto, ridente e dinamica cittadina della costa picena, dedita al turismo, alla pesca e al commercio, dove risiedo. Nel 1980 con l’ing. Dante Fabbioni, fondo lo studio di urbanistica e architettura Fabbioni e Pellei. Nel 2009 con giovani professionisti e artisti sambenedettesi fondo lo studio Archinmedia.
No Classic No Modern NORMAL
Ho esercitato l’attività professionale appena laureatomi, occupandomi, da subito, di tutte quelle cose  che con la progettazione e la creatività avessero un minimo di collegamento. Amo e ho sempre amato più il fare che il dire. Frequento i cantieri fin dalla più tenera età; adolescente ho fatto l’apprendista edile durante le vacanze estive, alle dipendenze di mio padre (grande capomastro come suo padre nonno Bernardo). Pratico il mondo dell’ediliza normale, ma non sciatta. Amo i materiali naturali, il laterizio, le pietre (il travertino ascolano in particolare), il legno, ma anche il calcestruzzo. Le mie costruzioni appartengono al mondo contemporaneo delle cose/case possibili, sono attento e pratico la conservazione e il recupero sia del territorio che dei manufatti. Non amo riprodurre il classico, non amo le forme, il dispendio, gli spazi e i materiali dell’esasperazione poetica e compositiva contemporanea. Preferisco la rassicurante contemporaneità del mattone,  dell’intonaco a calce, del travertino, della ceramica, del legno, del rame, le difficoltà “artigianali”  della creazione di una possibile sequenza di pieni/vuoti, luci/ombre, aperto/chiuso. Pratico un’architettura della normalità che si riesca a leggere, comprendere, manutenere in maniera normale.

Il Territorio

Case per abitare

Edifici per lavorare

Il Riuso

Oltre